
L’INPS ha pubblicato i dati 2025 relativi all’Osservatorio sui lavoratori domestici, dai quali si evince che il numero di lavoratori domestici per i quali risulta versato almeno un contributo all’INPS è di 804.464. Dopo gli incrementi nel biennio 2020 – 2021 dovuti al lockdown, per il quarto anno consecutivo si registra una flessione (-2,3% rispetto al 2024) che ha determinato tra il 2021 e il 2025, una perdita di circa 173 mila lavoratori.
I dati indicano una netta prevalenza delle lavoratrici femminili che rappresentano l’88,7 % della categoria, rispetto alla componente maschile che è pari solo al 11,3%. Mentre la regione con il maggior numero di lavoratori domestici risulta essere la Lombardia con il 19,4% di colf e badanti, seguita dal Lazio (14,1%), dalla Toscana (8,9%) e dall’Emilia Romagna (8,6%).
Per quanto riguarda invece la composizione dei lavoratori domestici per nazionalità, si evidenzia una prevalenza di lavoratori stranieri, provenienti principalmente dall’Europa dell’Est, che rappresentano il 68,9% del totale; tuttavia, questo dato registra una lieve diminuzione rispetto all’anno precedente (-1,6%).
La regione con il maggior numero di lavoratori domestici stranieri è la Lombardia (22,5%), seguita dal Lazio (16,4%) e dall’ Emilia-Romagna (9,9%).
Analizzando i dati, altresì, si evince che la tipologia “Badante” nel 2025 con il 51,3% del totale complessivo supera la tipologia “Colf” che si attesta al 48,7%.
Tra i lavoratori italiani vi è una prevalenza di colf e tra gli stranieri invece, ad eccezione dei lavoratori provenienti dall’Europa dell’Est, dall’Asia Medio Orientale, dal Nord Africa e dall’America, spicca una preponderanza di badanti.
Tra i lavoratori domestici la classe d’età “55-59 anni” è pari al 18,8% del totale, mentre il 27,2% ha un’età pari o superiore ai 60 anni e solo l’1,6% ha un’età inferiore ai 25 anni.
L’analisi dei dati sulle retribuzioni nel 2025, infine, conferma che, a differenza di altre categorie di lavoro, le lavoratrici domestiche in media hanno una retribuzione più alta rispetto agli uomini e l’attività di badante presenta una retribuzione mediamente più alta del 28% rispetto all’attività di colf.



